La ‘Nduja di Spilinga è uno dei pochi salumi al mondo che si spalma, si scioglie e si mescola. Non è solo un affettato: è un ingrediente vivo, che trasforma qualsiasi preparazione in qualcosa di riconoscibilmente calabrese.
Se avete appena ricevuto il vostro ordine e vi state chiedendo da dove cominciare, questa guida vi accompagna attraverso gli usi più classici e qualche idea meno scontata.
Cos’è la ‘Nduja di Spilinga
La ‘Nduja nasce a Spilinga, piccolo comune del Vibonese, in Calabria. Si produce con carni suine di qualità — prevalentemente parti grasse come guanciale, lardo e pancetta — macinate finemente e mescolate a peperoncino rosso calabrese in abbondanza. Il tutto viene insaccato in budello naturale e stagionato.
Il risultato è una pasta morbida, spalmabile, di colore rosso intenso e dal sapore deciso: piccante, sapido, con un fondo affumicato che rimane. La versione che trovate da noi è prodotta con sole carni italiane certificate.
Cinque modi per usarla in cucina
1. Sulla bruschetta
Il classico per eccellenza. Tostate una fetta di pane casereccio, spalmate la ‘Nduja ancora calda in modo che si ammorbidisca ulteriormente, aggiungete un filo di olio extravergine. Niente di più. La semplicità qui è una scelta, non una mancanza.
2. Nel sugo di pomodoro
Sciogliete una cucchiaiata di ‘Nduja in un filo d’olio caldo, a fuoco medio. In pochi secondi rilascia il grasso rosso e profumato che diventa la base del sugo. Aggiungete pomodoro pelato, lasciate cuocere 15 minuti. Il risultato è un condimento per pasta che non ha bisogno di altri aromi.
3. Sulla pizza
Aggiunta a crudo o in uscita dal forno, la ‘Nduja è diventata un topping ricercato anche fuori dalla Calabria. Si abbina bene con fior di latte, con la burrata o con formaggi freschi che bilanciano il piccante.
4. Per farcire carni e pesce
Mescolate la ‘Nduja con un formaggio cremoso (tipo stracchino o ricotta) e usatela per farcire involtini di carne, petti di pollo o anche filetti di pesce bianco. La grassezza del ripieno mantiene umido l’interno durante la cottura.
5. Nelle uova strapazzate
Una noce di ‘Nduja sciolta in padella prima di versare le uova sbattute — con pochissimo sale, perché la ‘Nduja è già sapida — produce uova strapazzate di un rosso-arancio brillante, con un profumo che mette appetito. Colazione calabrese garantita.
Quanto usarne e come conservarla
La ‘Nduja è intensa: si parte da piccole quantità e si regola in base al gusto. Una cucchiaiata (circa 20 g) è già sufficiente per un sugo per due persone.
Una volta aperta, va conservata in frigorifero con la parte tagliata coperta da pellicola o richiusa con lo spago. Si mantiene alcune settimane senza problemi. Prima di usarla, lasciatela qualche minuto a temperatura ambiente: torna morbida e spalmabile.
Consiglio: la ‘Nduja non va mai messa in padella a fuoco alto per troppo tempo. Si brucia facilmente e diventa amara. Calore moderato, tempi brevi.
Abbinamenti consigliati
- Vino: Cirò Rosso DOC o un Primitivo strutturato
- Formaggi: pecorino stagionato, ricotta salata, caciocavallo silano
- Pane: casereccio a lievitazione naturale, puccia calabrese, freselle
- Verdure: friggitelli sott’olio, melanzane grigliate, cipolla di Tropea
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